Ortottica ed esercizi per gli occhi

Divel informa Quest'articolo è il primo di una serie di approfondimenti che Divel italia si accinge a pubblicare con l'intento di offrire un'ampia prospettiva relativamente alla salute e al buon funzionamento del sistema visivo. Gli occhi sono ciò di cui ci occupiamo quotidianamente nei nostri laboratori di ricerca e il nostro obbiettivo è di informare e fornire ulteriori spunti di riflessione. Quello che è un campo di conoscenze e pratiche a cui ci si avvicina solo nel momento del bisogno, può invece assumere sempre più i caratteri di informazione viva e circolante, di dominio pubblico. Laddove, a maggior ragione, l'opportunità di diffondere informazione scientifica diventa strumento per la prevenzione delle malattie e la diffusione di buone abitudini.

Esercizi per gli occhi: piccola introduzione alla ginnastica oculare

Or­totti­ca ed eser­ci­zi per gli occhi

Eser­ci­zi per gli occhi: picco­la in­tro­du­zio­ne alla ginna­sti­ca ocu­la­re

Eser­ci­zi per gli occhi: picco­la in­tro­du­zio­ne alla ginna­sti­ca ocu­la­re Eser­ci­zi per gli occhi? Vi­sual Trai­ning? Ginna­sti­ca ocu­la­re? Il no­stro appa­ra­to vi­si­vo ha una mu­sco­la­tu­ra piutto­sto com­ples­sa ed è nor­ma­le che vada te­nu­ta in alle­na­men­to. For­se qual­cu­no di voi avrà sen­ti­to par­la­re in pre­ce­den­za di or­totti­ca ed eser­ci­zi or­totti­ci, ma po­chi, a meno che ne abbia­no avu­to di­retta­men­te bi­so­gno, sanno di cosa stia­mo par­lan­do. L'or­totti­ca è un ramo dell'of­tal­mo­lo­gia che si occu­pa della va­lu­ta­zio­ne, della dia­gno­si, del tratta­men­to con tec­ni­che non in­va­si­ve e della pre­ven­zio­ne di pro­ble­ma­ti­che re­la­ti­ve a mo­vi­men­ti ocu­la­ri, glau­co­ma, ca­ta­ratta, de­ge­ne­ra­zio­ne ma­cu­la­re, pa­to­lo­gie vi­si­ve colle­ga­te al dia­be­te e ma­lattie neu­ro-of­tal­mo­lo­gi­che.

Al gior­no d'oggi or­totti­ca ed as­si­sten­za of­tal­mo­lo­gi­ca stanno as­su­men­do un'im­por­tan­za cre­scen­te an­che a li­vello del co­mu­ne sen­ti­re. In al­tre pa­ro­le, non sono solo co­lo­ro che hanno pro­ble­mi di vi­sta a sa­pe­re di cosa stia­mo par­lan­do, ma au­men­ta an­che il nu­me­ro di quelli che hanno a cuo­re la sa­lu­te dei pro­pri occhi e vo­glio­no man­te­ner­li in for­ma. Mol­te pos­so­no es­se­re le pro­ble­ma­ti­che nei pri­mi anni dello svi­luppo, oppu­re quelle che in­sor­go­no con l'età e con l'usu­ra del no­stro si­ste­ma vi­si­vo. So­prattutto ai gior­ni no­stri, quan­do il con­tatto con­ti­nuo con i vi­deo­ter­mi­na­li, la catti­va ali­men­ta­zio­ne e l'espo­si­zio­ne pro­lun­ga­ta ai pe­ri­co­lo­si raggi del sole, ci mette tutti a ri­schio svi­luppo pa­to­lo­gie.

L'or­totti­ca e l'im­por­tan­za dei mo­vi­men­ti ocu­la­ri Come avre­te ca­pi­to gli or­totti­sti sono dei me­di­ci pro­fes­sio­ni­sti spe­cia­lizza­ti nello stu­dio ad am­pio raggio dello svi­luppo vi­si­vo e della mo­ti­lità a li­vello ocu­la­re. Attra­ver­so le loro dia­gno­si ed ana­li­si, la scien­za me­di­ca rie­sce a far emer­ge­re di­sfun­zio­ni che coin­vol­go­no il pro­ces­so vi­si­vo, i mo­vi­men­ti ocu­la­ri e l'alli­nea­men­to ocu­la­re. Per que­sto l'or­totti­ca è uti­le sia in età adul­ta che in­fan­ti­le. Ol­tre alla co­no­scen­za delle tec­ni­che dia­gno­sti­che e all'in­ter­pre­ta­zio­ne cli­ni­ca di que­ste ano­ma­lie con le me­to­do­lo­gie op­to­me­tri­che, gli or­totti­sti sono an­che esper­ti di te­ra­pia.

Pri­ma di pro­ce­de­re ad appro­fon­di­re il ruo­lo della ginna­sti­ca nel mi­glio­ra­men­to della vi­sio­ne bi­no­cu­la­re, dobbia­mo però pre­ci­sa­re che, non esi­sten­do una se­rie di chia­re evi­den­ze scien­ti­fi­che cir­ca il ruo­lo de­gli eser­ci­zi per gli occhi nel mi­glio­ra­men­to della vi­sta, que­ste te­ra­pie de­vo­no es­se­re con­cor­da­te con il pro­prio me­di­co dopo un esa­me ocu­li­sti­co appro­fon­di­to, effettua­to da un op­to­me­tri­sta.

La vi­si­ta or­totti­ca Il pri­mo pas­so da com­pie­re è quello di far­si fare un'im­pe­gna­ti­va e pre­no­ta­re una vi­si­ta in un cen­tro di ana­li­si pubbli­co o pri­va­to. All'in­ter­no di una vi­si­ta or­totti­ca si an­dranno ad in­di­vi­dua­re ano­ma­lie del si­ste­ma neu­ro-mu­sco­la­re dell’occhio, attra­ver­so esa­mi dell'appa­ra­to mo­to­re e di quello sen­so­ria­le. Ano­ma­lie cau­sa­te da al­te­ra­zio­ni mu­sco­la­ri e man­can­ze a li­vello dei ner­vi, che pos­so­no dar luo­go a pa­to­lo­gie più o meno gra­vi - ipo­vi­sio­ne, stra­bi­smo, de­fi­cit di con­ver­gen­za, vi­sio­ne doppia, ani­so­me­tro­pia, solo per ci­ta­re al­cu­ni dei di­stur­bi tratta­ti.

Gli eser­ci­zi or­totti­ci La ginna­sti­ca ocu­la­re na­sce come te­ra­pia me­di­ca nel 1855, nella for­ma di una se­rie di eser­ci­zi gui­da­ti da po­ter uti­lizza­re per tratta­re ano­ma­lie della vi­sio­ne bi­no­cu­la­re, come stra­bi­smo, am­blio­pia (o occhio pi­gro) ed exo­fo­ria. Al con­tra­rio di quan­to si pos­sa però pen­sa­re, que­ste tec­ni­che non sono oggi così diffu­se, perché or­totti­ci e op­to­me­tri­sti più spes­so si con­cen­tra­no sulla fase dia­gno­sti­ca ri­spetto a quella te­ra­peu­ti­ca. Non tro­ve­re­te quin­di nell'am­bi­to del si­ste­ma sa­ni­ta­rio na­zio­na­le or­totti­sti od op­to­me­tri­sti con­vin­ti che gli eser­ci­zi ocu­li­sti­ci da soli pos­sa­no aiu­ta­re i pa­zien­ti a "butta­re via de­fi­ni­ti­va­men­te gli occhia­li". Allo stes­so tem­po però non è sba­glia­to avvi­ci­nar­si ad al­cu­ni de­gli eser­ci­zi ocu­la­ri di base con il giu­sto approccio. La ginna­sti­ca ocu­la­re me­ri­ta al gior­no d'oggi di es­se­re re­cu­pe­ra­ta e va­lo­rizza­ta, perché la co­no­scen­za delle pra­ti­che di eser­ci­zio del no­stro si­ste­ma vi­si­vo tor­na ad es­se­re un'area di gran­de in­te­res­se. Affinché que­ste pra­ti­che abbia­no va­lo­re per pre­ser­va­re, mi­glio­ra­re e te­ne­re in for­ma il no­stro si­ste­ma vi­si­vo ste­reo­sco­pi­co, c'è an­zi­tutto bi­so­gno che il te­ra­pi­sta la­vo­ri in­sie­me al pa­zien­te.

Eser­ci­zi or­totti­ci: a chi sono de­sti­na­ti? Gli eser­ci­zi or­totti­ci si effettua­no con o sen­za l'uti­lizzo di spe­cia­li au­si­li otti­ci. La loro fi­na­lità è la rie­du­ca­zio­ne del si­ste­ma mo­to­rio-sen­so­ria­le ocu­la­re e de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne sol­tan­to quan­do il me­di­co è si­cu­ro di po­ter alle­via­re i sin­to­mi del pa­zien­te o mi­glio­rar­ne lo sta­to di sa­lu­te. Pro­prio per que­sta ra­gio­ne nei casi in cui l'uso pro­lun­ga­to de­gli occhi sia da evi­ta­re, gli eser­ci­zi or­totti­ci non sono con­si­glia­ti. Lo stes­so succe­de nei casi di ipo­vi­sio­ne, ce­cità o alla pre­sen­za di una le­sio­ne cor­nea­le in uno o en­tram­bi gli occhi. Allo stes­so tem­po i pa­zien­ti con mio­pia, iper­me­tro­pia o astig­ma­ti­smo, così come co­lo­ro affetti da de­ge­ne­ra­zio­ne ma­cu­la­re se­ni­le, ca­ta­ratta e glau­co­ma, avranno scar­si o nulli be­ne­fi­ci con la pra­ti­ca della ginna­sti­ca ocu­la­re. È al­tresì stretta­men­te ne­ces­sa­rio che il pa­zien­te sia in buo­na sa­lu­te – che non abbia bi­so­gno di as­si­sten­za me­di­ca o cure par­ti­co­la­ri, e allo stes­so tem­po sia mo­ti­va­to ad ese­gui­re gli eser­ci­zi a casa pro­pria, a coo­pe­ra­re in­somma, re­can­do­si agli appun­ta­men­ti su base re­go­la­re. La rou­ti­ne de­gli eser­ci­zi or­totti­ci non è in­fatti esen­te da ri­schi, pra­ti­car­li in modo au­to­no­mo e non corretto può por­ta­re ad ano­ma­lie di con­ver­gen­za, cau­san­do pro­ble­ma­ti­che an­che gra­vi. Pro­prio per que­sta ra­gio­ne, ci te­nia­mo a spe­ci­fi­ca­re che scon­si­glia­mo vi­va­men­te a chiun­que di fare eser­ci­zi or­totti­ci avan­za­ti sen­za una pre­ci­sa pre­scri­zio­ne me­di­ca.

Or­totti­ci e te­ra­pia della vi­sio­ne Esi­sto­no me­di­ci spe­cia­lizza­ti nella neu­ro­fi­sio­lo­gia della vi­sio­ne (neu­rof­tal­mo­lo­gia) che uti­lizza­no la co­siddetta te­ra­pia della vi­sio­ne. Si tratta di un cam­po di tratta­men­ti fra loro diffe­ren­zia­ti, che ven­go­no effettua­ti sotto la su­per­vi­sio­ne di un ocu­li­sta, un op­to­me­tri­sta o un of­tal­mo­lo­go. La te­ra­pia della vi­sio­ne com­pren­de eser­ci­zi vol­ti al raggiun­gi­men­to di diffe­ren­ti obbietti­vi. L'obbietti­vo prin­ci­pe na­tu­ral­men­te è sem­pre quello del con­se­gui­men­to di uno sta­to di sa­lu­te, di buon fun­zio­na­men­to de­gli occhi, che si raggiun­ge attra­ver­so la rie­du­ca­zio­ne e il raffor­za­men­to dei mu­sco­li ocu­la­ri. La te­ra­pia può pas­sa­re attra­ver­so diffe­ren­ti fasi, si co­min­cia ad esem­pio di so­li­to di­sa­bi­tuan­do il pa­zien­te nei con­fron­ti di un com­por­ta­men­to vi­si­vo scorretto.

Or­totti­ci e ginna­sti­ca ocu­la­re Per cen­ti­na­ia di anni si è cre­du­to che gli eser­ci­zi per gli occhi po­tes­se­ro rappre­sen­ta­re una cura na­tu­ra­le per i pro­ble­mi della vi­sta. A con­fer­ma di que­st'ipo­te­si non ci sono però mol­te evi­den­ze scien­ti­fi­che e dun­que que­sta pro­spetti­va ha avu­to svi­luppi li­mi­ta­ti. Tutta­via, se la ginna­sti­ca ocu­la­re non è la cura, gli eser­ci­zi pos­so­no si­cu­ra­men­te alle­via­re l'affa­ti­ca­men­to de­gli occhi e lo sta­to di sa­lu­te ge­ne­ra­le del si­ste­ma vi­si­vo. In li­nea di mas­si­ma al gior­no d'oggi la ginna­sti­ca ocu­la­re è de­sti­na­ta a co­lo­ro i cui occhi si irri­ta­no sul la­vo­ro per tutta una se­rie di cau­se. Uno dei casi più ti­pi­ci nel mon­do con­tem­po­ra­neo è quello noto come affa­ti­ca­men­to da occhio di­gi­ta­le, una con­di­zio­ne co­mu­ne tra le per­so­ne che la­vo­ra­no al com­pu­ter tutto il gior­no. I sin­to­mi dell'occhio di­gi­ta­le più diffu­si sono in­de­bo­li­men­to, occhi asciutti, vi­sio­ne offu­sca­ta e mal di te­sta, ma in al­cu­ni casi si re­gi­stra­no an­che fe­no­me­ni di­ver­si e an­co­ra solo par­zial­men­te stu­dia­ti, come l'aura of­tal­mi­ca. Tutti gli or­totti­ci con­ver­go­no co­mun­que sul fatto che al­cu­ni sem­pli­ci eser­ci­zi ocu­la­ri pos­sa­no aiu­tar­ci nella pre­ven­zio­ne e nel mi­glio­ra­men­to di que­sti sin­to­mi. Se­gui dun­que i no­stri picco­li con­si­gli e im­pa­ra come eser­ci­ta­re i tuoi occhi, pro­van­do di­ver­si tipi di eser­ci­zi a se­con­da delle tue esi­gen­ze. Pre­pa­rar­si alla ginna­sti­ca ocu­la­re: al­cu­ni picco­li con­si­gli Se, dopo aver par­la­to con il tuo ocu­li­sta o il tuo or­totti­sta, que­sti ti hanno con­si­glia­to di pra­ti­ca­re al­cu­ne rou­ti­ne di eser­ci­zi per gli occhi, allo­ra puoi pen­sa­re an­che di pre­pa­rar­ti al me­glio per que­sti eser­ci­zi. Ecco al­cu­ni sem­pli­ci con­si­gli. Sbatte­re le pal­pe­bre La sti­mo­la­zio­ne delle pal­pe­bre, apren­do e chiu­den­do gli occhi, ri­du­ce gli sti­mo­li a li­vello ocu­la­re e ce­re­bra­le, fa­ci­li­tan­do la con­cen­tra­zio­ne. Socchiu­den­do dol­ce­men­te le pal­pe­bre e ria­pren­do­le, si man­tie­ne l'idra­ta­zio­ne del film la­cri­ma­le, che co­pre e ri­las­sa gli occhi. Co­pri­re gli occhi Una vol­ta che sei co­mo­da­men­te se­du­to, in una stan­za con le luci spen­te, stro­fi­na tra di loro le mani affinché si ri­scal­di­no. Chiu­di gli occhi e poi co­pri­li legger­men­te con i pal­mi delle mani mes­si a coppa e le fes­su­re tra le dita ben si­gilla­te, in modo che non fil­tri luce. Non fare pres­sio­ne su­gli occhi e fai in modo di po­ter re­spi­ra­re tran­quilla­men­te dal naso. Gra­zie all'oscu­rità pro­fon­da che si verrà a crea­re, po­trai atti­va­re un pro­ces­so di ri­las­sa­men­to lun­go an­che solo po­chi mi­nu­ti. Per far in modo che tutto si svol­ga al me­glio con­cen­tra­ti sull'oscu­rità, re­spi­ra solo dal naso in modo uni­for­me e len­to. Por­ta la tua imma­gi­na­zio­ne in al­tri luo­ghi, evo­can­do sce­ne ri­las­san­ti come quelle di una spiaggia bian­ca con l'ac­qua cri­stalli­na o la po­ten­za cal­ma e immo­bi­le della vetta di una mon­ta­gna. Quan­do l'oscu­rità che per­ce­pi­sci sarà com­ple­ta, ri­muo­vi i pal­mi delle mani da­gli occhi, aspetta al­cu­ni se­con­di e ri­pe­ti l'ope­ra­zio­ne per un to­ta­le di tre vol­te. Mas­saggia­re l'area de­gli occhi La vi­sta è la ri­sul­tan­te di una summa, una se­rie di pro­di­gi che avven­go­no a li­vello ana­to­mi­co, ma an­che noi pos­sia­mo aiu­ta­re i no­stri occhi a fun­zio­na­re me­glio. Come? Trattan­do­li con la do­vu­ta pre­mu­ra. Ecco perché i mas­saggi dell'area in­tor­no agli occhi – e della faccia in ge­ne­ra­le, sono mol­to im­por­tan­ti per sti­mo­la­re e mi­glio­ra­re la cir­co­la­zio­ne del san­gue in quell'area, pre­pa­ran­do an­che ai succes­si­vi eser­ci­zi. Ul­te­rior­men­te puoi effettua­re an­che un mas­saggio pal­pe­bra­le, per far­lo c'è bi­so­gno di la­var­si bene le mani, chiu­den­do gli occhi e mas­saggian­do­li con mo­vi­men­ti cir­co­la­ri dei pol­pa­strelli per 50 o 100 se­con­di, effettuan­do una de­li­ca­ta pres­sio­ne.

Im­pacco cal­do-freddo Per il caro vecchio im­pacco ba­sta do­tar­si di due cio­to­le, una con ac­qua tie­pi­da e l'al­tra con ac­qua fredda. Im­be­vi l'an­go­lo di un asciu­ga­ma­no pu­li­to nell'ac­qua tie­pi­da e metti­lo sul viso, in modo che sia­no co­per­te so­pracci­glia, pal­pe­bre e guan­ce. Pas­sa­ti tre mi­nu­ti, cam­bia l'asciu­ga­ma­no tie­pi­do e so­sti­tui­sci­lo con quello freddo. Ri­pe­ti l'ope­ra­zio­ne per due o tre vol­te, as­si­cu­ran­do­ti di ter­mi­na­re con l'im­pacco freddo. L'al­ter­nan­za delle diffe­ren­ti tem­pe­ra­tu­re sul viso inne­scherà pro­ces­si di va­so­co­stri­zio­ne e va­so­di­la­ta­zio­ne, fa­cen­do in modo che il viso e la pelle in­tor­no agli occhi si di­sten­da­no e si ri­ge­ne­ri­no. Ecco­ci in­fi­ne giun­ti alla de­scri­zio­ne di al­cu­ni de­gli eser­ci­zi ocu­la­ri più diffu­si, tra cui tro­via­mo quelli di fu­sio­ne e con­ver­gen­za.

Eser­ci­zio Nu­me­ro 1: Cam­bio del Fo­cus Come una macchi­na fo­to­gra­fi­ca i no­stri occhi pos­so­no mette­re a fuo­co. Que­sto eser­ci­zio ci aiu­ta a dare un po' d'olio alla no­stra ca­pa­cità di au­to­fo­cus. Per es­se­re nella con­di­zio­ne di svol­ger­lo è bene tro­var­si se­du­ti, all'aper­to o in una stan­za di me­dio-gran­di di­men­sio­ni, un luo­go dove po­ter­si con­cen­tra­re sen­za di­stra­zio­ni. Ecco i pas­si da com­pie­re per l'eser­ci­zio del cam­bio del fo­cus: 1- Metti il dito in­di­ce di­ritto a po­chi cen­ti­me­tri di di­stan­za dai tuoi occhi e con­cen­tra­ti a guar­dar­lo. 2- Allon­ta­na­lo pia­no pia­no dal viso, man­te­nen­do la mes­sa a fuo­co. 3- Di­sto­gli lo sguar­do per un mo­men­to, in lon­ta­nan­za. 4- Con­cen­tra­ti sul dito di­ritto e ri­por­ta­lo len­ta­men­te ver­so l'occhio. 5- Di­sto­gli lo sguar­do an­co­ra una vol­ta e con­cen­tra­ti su qual­co­sa in lon­ta­nan­za. Ri­pe­ti l'eser­ci­zio più vol­te.

Eser­ci­zio Nu­me­ro 2: Di­se­gna l'Otto Con que­sto eser­ci­zio an­dia­mo a muo­ve­re maggior­men­te il no­stro appa­ra­to mu­sco­lo-ocu­la­re.
1- Da se­du­to, se­le­zio­na di fron­te a te un pun­to sul pa­vi­men­to a cir­ca tre me­tri di di­stan­za e con­cen­tra il tuo sguar­do lì. 2- Co­min­cia a imma­gi­na­re di traccia­re un gran­de otto sul pa­vi­men­to alla stes­sa di­stan­za. 3- Traccia len­ta­men­te il pro­fi­lo dell'otto con gli occhi, man­te­nen­do la stes­sa di­re­zio­ne per tren­ta se­con­di e poi in­ver­ten­do­la per al­trettan­ti tren­ta se­con­di. Ri­pe­ti l'eser­ci­zio più vol­te.

Eser­ci­zio Nu­me­ro 3: la Re­go­la del 20-20-20 Que­sto eser­ci­zio è una buo­na pra­ti­ca che deve es­se­re te­nu­ta a men­te in ogni mo­men­to da chi la­vo­ra pas­san­do mol­to tem­po sui vi­deo­ter­mi­na­li. Sia­no essi mo­ni­tor di com­pu­ter, scher­mi di vi­deo­ca­me­re, smart­pho­ne o ta­blet. L'affa­ti­ca­men­to de­gli occhi col­pi­sce co­lo­ro che stanno in­colla­ti su un sin­go­lo oggetto lu­mi­ne­scen­te per lun­ghi pe­rio­di di tem­po. Se la­vo­ri tutto il gior­no al pc, la re­go­la del 20-20-20 può aiu­tar­ti a pre­ve­ni­re l'affa­ti­ca­men­to de­gli occhi. Per metter­la in pra­ti­ca, ogni 20 mi­nu­ti, guar­da qual­co­sa a 20 pie­di (6 me­tri) di di­stan­za per 20 se­con­di.

Con­clu­den­do Quella che abbia­mo cer­ca­to di raccon­tar­vi in que­sto ar­ti­co­lo è la me­ra­vi­glio­sa com­ples­sità del no­stro si­ste­ma vi­si­vo. La vi­sta è il modo tutto par­ti­co­la­re con cui co­no­scia­mo e dia­mo va­lo­re al mon­do ester­no in quan­to es­se­ri uma­ni. Dobbia­mo quin­di pre­ser­var­la, uti­lizzan­do i mi­glio­ri suppor­ti - len­ti a con­tatto e occhia­li, in caso di bi­so­gno, e sotto­po­nen­do­ci ad esa­mi ad in­ter­valli spe­ci­fi­ci per ca­pir­ne l'evo­lu­zio­ne. Mol­te gra­vi ma­lattie dell'occhio in­fatti appa­ren­te­men­te non mo­stra­no sin­to­mi evi­den­ti. C'è così bi­so­gno di es­se­re sem­pre atten­ti nei con­fron­ti della pro­pria sto­ria fa­mi­lia­re, con­sa­pe­vo­li del pro­prio ri­schio. É al­tresì ne­ces­sa­rio in­dos­sa­re occhia­li da sole po­la­rizza­ti con una cer­ta re­go­la­rità per pro­tegge­re gli occhi dai pe­ri­co­lo­si raggi UV (UVA e UVB), così come se­gui­re una die­ta equi­li­bra­ta, ricca di gras­si sa­lu­ta­ri, an­ti­os­si­dan­ti e nu­trien­ti come la vi­ta­mi­na A, di cui sono ricche le ca­ro­te.