Proteggere i nostri occhi da raggi UV, infrarossi e luce blu.

Al giorno d'oggi esiste una sensibilità diffusa nei confronti del pericolo di esposizione diretta della pelle ai raggi del sole. Ma poche sono le persone che considerano i rischi che raggi UV e altre radiazioni solari possono causare agli occhi. Chi si espone in modo prolungato ai raggi del sole rischia danni al sistema visivo, connessi a problematiche quali cataratta, degenerazione maculare, pinguecola, cheratocongiuntivite e fotocheratite, che possono in taluni casi condurre ad una temporanea perdita della vista. Se gli occhiali da sole sono lo strumento deputato a proteggerci dalle radiazioni solari nocive, bisogna dire che non tutti i modelli montano lenti che impediscono il passaggio del 100% dei raggi UV e dei raggi HEV. Inoltre, nella scelta delle lenti e della montatura sarebbe preferibile optare per un design in grado di avvolgere il volto, aderendovi. In questo modo si riesce a limitare la quantità di luce solare che raggiunge gli occhi dalle aperture verticali e laterali.

Al giorno d'oggi esiste una sensibilità diffusa nei confronti del pericolo di esposizione diretta della pelle ai raggi del sole.

Pro­tegge­re i no­stri occhi da raggi UV, in­fra­ros­si e luce blu.

Al gior­no d'oggi esi­ste una sen­si­bi­lità diffu­sa nei con­fron­ti del pe­ri­co­lo di espo­si­zio­ne di­retta della pelle ai raggi del sole.

Ra­dia­zio­ni lu­mi­no­se: qua­li sono i raggi che fanno male agli occhi? La luce è quella par­te dello spettro elettro­ma­gne­ti­co vi­si­bi­le all'occhio dell'uomo. Si tratta di un'onda elettro­ma­gne­ti­ca emes­sa dal sole e fil­tra­ta dall'at­mo­sfe­ra pri­ma di arri­va­re al suo­lo, la cui lun­ghezza d'onda, che de­scri­ve la di­stan­za tra i picchi in una se­rie di onde, va dai 400 nm ai 700 nm. Ol­tre alla luce vi­si­bi­le esi­sto­no le ra­dia­zio­ni, che sono le com­po­nen­ti dello spettro lu­mi­no­so in­vi­si­bi­li all'occhio uma­no. In aggiun­ta a quello dei raggi ul­tra­vio­letti - che hanno una lun­ghezza d'onda sotto i 390 nm, il pe­ri­co­lo per gli occhi pro­vie­ne dai raggi in­fra­ros­si – la cui lun­ghezza è al di so­pra dei 760 nm e dalla luce HEV - acro­ni­mo di High-Ener­gy Vi­si­bi­le Light, ovve­ro la 'Por­zio­ne di Luce Vi­si­bi­le ad Alta Ener­gia'. Chia­ma­ta an­che luce blu, la HEV è una luce blu-vio­letta la cui lun­ghezza d'onda è com­pre­sa tra 400 nm e 500 nm, che a diffe­ren­za delle al­tre è pre­sen­te all'in­ter­no dello spettro vi­si­bi­le.

Raggi UV: qua­li sono le ti­po­lo­gie di ra­dia­zio­ne so­la­re ed i pe­ri­co­li per gli occhi Esi­sto­no tre tipi di ra­dia­zio­ni so­la­ri ul­tra­vio­lette, clas­si­fi­ca­te in base alla lun­ghezza d'onda: UVA, UVB e UVC. Fino a qual­che de­cennio fa era­va­mo so­li­ti pre­occu­par­ci so­prattutto dei raggi UVA, che sono quelli connes­si all'abbron­za­tu­ra. Con la loro lun­ghezza d'onda com­pre­sa tra i 280 nm e i 400 nm, i raggi UVA pe­ne­tra­no com­ple­ta­men­te l'ozo­no­sfe­ra, lo stra­to di ozo­no che si tro­va nella par­te alta dell'at­mo­sfe­ra, attra­ver­san­do­la ed arri­van­do sulla su­per­fi­cie terre­stre. L'ozo­no, as­sie­me a va­po­re ac­queo, os­si­ge­no e ani­dri­de car­bo­ni­ca pre­sen­ti nell'at­mo­sfe­ra blocca in­ve­ce cir­ca il 90% dei raggi UVB (280-315 nm) e la to­ta­lità dei raggi UVC (100-280 nm) in arri­vo. Ma, a cau­sa dell'in­qui­na­men­to connes­so ai gas serra, oggi que­sto stra­to pro­tetti­vo si sta sem­pre più as­sotti­glian­do ed il pe­ri­co­lo pro­ve­nien­te dai raggi UVB è cre­scen­te. En­tram­be le ra­dia­zio­ni UV-A e UV-B pos­so­no cau­sa­re effetti ne­ga­ti­vi a bre­ve e lun­go ter­mi­ne su­gli occhi e sulla vi­sta, ma in par­ti­co­lar modo sono i raggi UV-B, la cui po­ten­te ener­gia lu­mi­no­sa è in gra­do di in­va­de­re la re­ti­na, a danneggia­re le struttu­re ocu­la­ri.

Cosa sono i raggi in­fra­ros­si? Se guar­dia­mo più da vi­ci­no come sono com­po­sti i raggi del sole che raggiun­go­no la su­per­fi­cie della terra pos­sia­mo no­ta­re que­sta pro­por­zio­ne: · raggi in­fra­ros­si 56% · por­zio­ne di luce vi­si­bi­le 39 % · raggi ul­tra­vio­letti 5% I raggi in­fra­ros­si hanno una lun­ghezza d'onda che par­te da 780 na­no­me­tri – il li­mi­te della luce vi­si­bi­le, per arri­va­re fino a 1 mi­lio­ne di na­no­me­tri. Si tratta di onde elettro­ma­gne­ti­che pro­dotte dalle con­ti­nue esplo­sio­ni che avven­go­no sul sole, onde di ca­lo­re in cui sia­mo co­stan­te­men­te immer­si - le stes­se ven­go­no pro­vo­ca­te dalla com­bu­stio­ne di le­gna sul fuo­co. Ol­tre a scal­da­re, que­sti raggi in­vi­si­bi­li sono re­spon­sa­bi­li di nu­me­ro­se ma­lattie della pelle e de­ci­sa­men­te pe­ri­co­lo­si per i no­stri occhi. La ra­dia­zio­ne in­fra­ros­sa (IR) vie­ne an­che de­fi­ni­ta ra­dia­zio­ne ter­mi­ca e si suddi­vi­de in tre gruppi di raggi IR: · IR-A (da 780 nm a 1400 nm) · IR-B (da 1400 nm a 3000 nm) · IR-C (da 3000 nm a 1 mm)

I pe­ri­co­li per gli occhi dell'espo­si­zio­ne pro­lun­ga­ta alla ra­dia­zio­ne in­fra­ros­sa La IR-C, la ra­dia­zio­ne a maggio­re lun­ghezza d'onda, è an­che la meno pe­ri­co­lo­sa per gli occhi, non rie­sce in­fatti a pe­ne­tra­re la cor­nea. La IR-B su­pe­ra que­sta mem­bra­na, ma si li­mi­ta a col­pi­re i vasi san­gui­gni, sen­za raggiun­ge­re la re­ti­na. È la ra­dia­zio­ne a mi­no­re lun­ghezza d'onda, la IR-A, ad es­se­re la più pe­ri­co­lo­sa, perché in gra­do di raggiun­ge­re re­ti­na e tes­su­to adi­po­so. A ri­sen­ti­re della lun­ga espo­si­zio­ne agli in­fra­ros­si IR-A è prin­ci­pal­men­te il cri­stalli­no, e nel lun­go pe­rio­do la pa­to­lo­gia che può in­sor­ge­re è la ca­ta­ratta. Ma i pro­ble­mi cau­sa­ti da­gli in­fra­ros­si sono so­prattutto da colle­ga­re alla tem­pe­ra­tu­ra. Ba­sta­no i 500 C° di un bar­be­cue elettri­co per mette­re a ri­schio cor­nea e cri­stalli­no, men­tre, ol­tre­pas­sa­ti i 1.500 C°, il pe­ri­co­lo coin­vol­ge an­che la re­ti­na. Su­pe­ra­te ta­lu­ne tem­pe­ra­tu­re cri­ti­che, la re­ti­na può su­bi­re danni per­ma­nen­ti e irre­ver­si­bi­li.

La luce blu, il pe­ri­co­lo pro­ve­nien­te dai di­spo­si­ti­vi di­gi­ta­li An­che all'in­ter­no della por­zio­ne di luce vi­si­bi­le esi­ste uno spettro danno­so per il no­stro si­ste­ma vi­si­vo, quello al di sotto dei 400 na­no­me­tri. La luce HEV, a lun­ghezza d'onda più cor­ta, so­ven­te chia­ma­ta luce blu, che com­pren­de la par­te di spettro di co­lo­re blu-vio­la. Si tratta di luce emes­sa sia dal sole che da sor­gen­ti lu­mi­no­se ar­ti­fi­cia­li. La luce de­gli scher­mi a LED di com­pu­ter, smart­pho­ne, ta­blet e te­le­vi­so­ri ne è un esem­pio. Un'espo­si­zio­ne pro­lun­ga­ta e sen­za pro­te­zio­ni alla luce HEV può cau­sa­re danni gli occhi, so­prattutto alla re­ti­na, di­ven­tan­do fatto­re di ri­schio per la com­par­sa della de­ge­ne­ra­zio­ne ma­cu­la­re se­ni­le. E’ im­por­tan­te, per evi­ta­re danni agli occhi, in­dos­sa­re gli occhia­li con le len­ti con pro­te­zio­ne luce blu.

Al­cu­ne pa­to­lo­gie connes­se all'espo­si­zio­ne pro­lun­ga­ta alle ra­dia­zio­ni so­la­ri

Fo­to­che­ra­ti­te La fo­to­che­ra­ti­te è un'in­fiamma­zio­ne a li­vello della cor­nea, la mem­bra­na tra­spa­ren­te che pro­tegge il bul­bo ocu­la­re ester­na­men­te. Occhi ros­si, bru­cio­re, sen­sa­zio­ne di cor­po estra­neo, la­cri­ma­zio­ne ecces­si­va e for­te sen­si­bi­lità alla luce, que­sti sono i sin­to­mi tem­po­ra­nei della pa­to­lo­gia in­fetti­va. Ne­gli anni, cau­sa­ta da un'espo­si­zio­ne pro­lun­ga­ta alle ra­dia­zio­ni so­la­ri, que­sta pro­ble­ma­ti­ca può es­se­re accom­pa­gna­ta da ca­ta­ratta o de­ge­ne­ra­zio­ne ma­cu­la­re. Che­ra­to­con­giun­ti­vi­te atti­ni­ca La che­ra­to­con­giun­ti­vi­te atti­ni­ca è un'in­fiamma­zio­ne della cor­nea e della con­giun­ti­va, la mem­bra­na tra­spa­ren­te che ri­co­pre il bul­bo ocu­la­re e le pal­pe­bre. Que­sta pa­to­lo­gia è connes­sa ad arros­sa­men­to, gon­fio­re delle pal­pe­bre e per­di­ta to­ta­le o par­zia­le del ri­ve­sti­men­to epi­te­lia­le delle mu­co­se di cor­nea e con­giun­ti­va. L'in­sor­gen­za della che­ra­to­con­giun­ti­vi­te atti­ni­ca è do­vu­ta all'espo­si­zio­ne ecces­si­va e sen­za pro­te­zio­ni ade­gua­te alle ra­dia­zio­ni della luce ul­tra­vio­letta. Una par­ti­co­la­re ti­po­lo­gia di ra­dia­zio­ne che cau­sa que­sto tipo di con­giun­ti­vi­te acu­ta è quella emes­sa dalle lam­pa­de abbron­zan­ti e quella ri­fles­sa dalla luce del sole attra­ver­so la neve. In que­ste occa­sio­ni è as­so­lu­ta­men­te ne­ces­sa­rio pro­tegger­si. Nel pros­si­mo pa­ra­gra­fo an­dre­mo a sco­pri­re come far­lo.

Occhia­li da sole e da vi­sta: qua­li mo­delli di len­ti offro­no una pro­te­zio­ne ade­gua­ta? Chi vuo­le pro­tegge­re al me­glio i pro­pri occhi non deve mai di­men­ti­car­si di in­dos­sa­re gli occhia­li da sole e far­li in­dos­sa­re ai bam­bi­ni, pri­ma di usci­re. Non tutti i mo­delli però pos­so­no ga­ran­tir­ci un'ade­gua­ta pro­te­zio­ne, da con­si­de­ra­re ci sono fatto­ri qua­li l'oscu­ra­men­to for­ni­to dal fil­tro so­la­re e il co­lo­re della len­te, fatto­re non solo di im­por­tan­za este­ti­ca, ma an­che le­ga­to alle diffe­ren­ti fun­zio­na­lità offer­te. Sul mer­ca­to si tro­va­no len­ti tra­spa­ren­ti rea­lizza­ti con una par­ti­co­la­re tec­no­lo­gia che pro­tegge dai raggi UV-A, len­ti qua­si tra­spa­ren­ti con un oscu­ra­men­to al 20% - de­di­ca­te alle gior­na­te di cie­lo scu­ro, e len­ti con un fil­tro so­la­re che ga­ran­ti­sce il 98% di oscu­ra­men­to per chi va a scia­re, in bar­ca a vela sul lago o al mare o è espo­sto a for­ti ra­dia­zio­ni ter­mi­che. A li­vello di co­lo­re pos­sia­mo dire che in ge­ne­re le len­ti ver­di, che fa­vo­ri­sco­no una vi­sio­ne lu­mi­no­sa e ben con­tra­sta­ta, sono appli­ca­te per la co­stru­zio­ne de­gli occhia­li dei soggetti con iper­me­tro­pia. Le len­ti marro­ni sono in­ve­ce de­di­ca­te a chi pre­di­li­ge to­na­lità cal­de, per la loro ca­pa­cità di au­men­ta­re la sen­sa­zio­ne di pro­fon­dità spa­zia­le sono con­si­glia­te per gli occhia­li dei soggetti mio­pi. In­fi­ne ci sono le len­ti gri­gie, con­si­de­ra­te le mi­glio­ri per la co­stru­zio­ne di occhia­li da sole. In abbi­na­men­to a spe­ci­fi­ci fil­tri so­la­ri di oscu­ra­men­to, le len­ti gri­gie rie­sco­no ad in­ter­cetta­re la maggior par­te delle ra­dia­zio­ni so­la­ri no­ci­ve, ga­ran­ten­do allo stes­so tem­po una vi­sio­ne ni­ti­da, all'in­se­gna del corretto ri­co­no­sci­men­to di cia­scun co­lo­re. Le len­ti gri­gie sono in par­ti­co­lar modo con­si­glia­te a chi ha gli occhi chia­ri e più espo­sti ai raggi UV.

Fon­te: www.otti­ca­maffio­letti­ber­ga­mo.it